Questa è una storia fatta di sogni e di amore...

C’era una volta un giovane Mario che decise di lasciare Celledizzo con una valigia piena di
sogni.

Si è fermato un momento a Merano, per apprendere l’antica e nobile arte del servire, per poi spiccare il volo e metterla in pratica in giro per il mondo, prima in Germania, poi in Inghilterra, dove si vanta di aver servito anche la principessa reale.

Il forte senso di appartenenza alle radici della famiglia e di questa valle, lo ha riportato a casa, ricco di un bagaglio prezioso e con la valigia ancora più colma di sogni.

Qui, nella sua terra, ha trovato la Virgy, e insieme hanno costruito un nido e una famiglia. Siamo arrivati noi: Valentina e Lorenzo, e sono iniziate le avventure.

Valentina e Lorenzo brindano
Valentina e il cane Olivia

Ricordo ogni cosa…

Gli scarponi ai piedi e il fazzoletto blu con i fiorellini bianchi intorno al collo e le camminate, ogni volta in un posto diverso, ogni volta in salita, ogni volta piene di meraviglia. I giochi con i girini e i rospi nei laghetti alpini. 

La nonna che ci voleva convincere che il fragore delle cascate e dei ruscelli fosse latte. Arrivare dove nasce il Noce e farsi il bagno. 

Il profumo del fieno

tagliato e lasciato al “Mas del Mont” per farci da letto nelle notti d’estate, come Heidi e Peter. Le fiabe sussurrate, mentre fuori dalle assi di legno c’era il silenzio del bosco. Le risate, i tornei di carte e la polenta delle grigliate ai “Pradacci”.

I mazzolini di fiori della nonna, pieni di colori, pieni di profumi e di segreti da bere e da cucinare. Il nonno che ci portava in malga dal suo pastore di fiducia Luciano, per controllare le vacche e per ritirare le “Poie de Gembro” da trasformare a casa

…che magia!

Il cavallo della Malga di Cellentino, con il quale il papà ci portava a fare i giri intorno al lago del Pian Palù. Il brivido a scendere dalla Diga con un carrettino in una galleria buia.

Le scorpacciate di lamponi, i miei preferiti. Il porta ski pass giallo a forma di gatto. Lorenzo che non faceva mai le curve come ci aveva insegnato il Mario, ma scendeva ogni pista sempre e solo a uovo. Tonale – Marilleva – Folgarida – Campiglio e il detto del papà: “Se sai fare il Canalon (una pista sci di Pejo) puoi scendere ovunque!” Perché anche se poche, le piste più belle erano sempre e solo a Pejo.

La Virgy che, dopo aver attacco gli sci al chiodo, ci aspettava a casa, col “Fornel a Ole” caldo e una tazza di cioccolata.

Tutto questo e molto altro, che soprattutto il papà ci faceva sperimentare, ci ha portato a conoscere ogni sasso, ogni aspetto e ogni segreto del nostro piccolo mondo sperduto nel cuore delle Alpi. Sono nate in noi delle passioni profondamente radicate nei nostri cuori.

In me è nato un profondo amore per ogni angolo in Val di Pejo.

Ogni scorcio si profuma di un ricordo che mi riempie di gioia

Con me e con Olivia, la nostra fedelissima cagnolina, puoi scoprire i posti più segreti e incontaminati della valle. Ogni volta sarà un avventura. Inoltre, grazie alla nonna, alla zia e alla mamma, ho imparato a riconoscere le piante: so dove crescono e quali magie nascondono.

Ma, tornando al Mario

dopo essersi occupato di noi, aveva ancora qualche desiderio da realizzare. Il più grande: portare un po’ del mondo che aveva girato a Celledizzo e trovare un posticino per fare quello che gli piaceva di più:

accogliere e ospitare.

Con tanti sacrifici e tanta fatica ha trasformato il pezzettino di maso della nostra famiglia, nel suo sogno: il primo “hotel” a Celledizzo. Tutto suo.

Prima di aprire le porte, con me a casa faceva le prove su come rispondere al telefono, come scrivere le prenotazioni, come preparare i tavoli. Mi ha insegnato a parlare il tedesco e l’inglese, ricordandomi sempre che non si smette mai di imparare ad essere felici… ma mai troppo.

La mamma per supportarlo ha lasciato il suo lavoro, per fare quello che sa fare meglio:

prendersi cura degli altri con attenzione. 

Quando scopre quel che ti piace, te lo fa trovare sempre! Ha scoperto anche di essere un’ottima cuoca. Cucina sempre con amore, l’ingrediente segreto di ogni suo piatto.

Virginia e Mario

E come nasce un'azienda agricola?

L’unico che si è dimostrato un po’ restio al sogno del Mario, è stato Lorenzo. Un giorno ha detto al suo papà: “Ma perché invece di un albergo non hai costruito una stalla?”

Detto, fatto! Lorenzo ha fatto ordine nella vecchia stalla del nonno e ha continuato a giocare, come quando era bambino, con la fattoria, con vacche, galline, maiali e trattori, questa volta tutti veri.

Ci ha messo tutto l’impegno, la fatica e la passione che aveva. Tutti noi lo aiutiamo come possiamo. Sempre. Il più bravo è stato il Mario.

Nonostante la sua passione fosse tutt’altro, per amore è tornato nella stalla che da ragazzo non vedeva l’ora di abbandonare, per aiutare suo figlio.

Lorenzo con questa sua scelta audace

ci ha riavvicinato ad un mondo quasi dimenticato

Ci ha insegnato quanto è dura essere contadini veri, legati alle stagioni ed al proprio territorio, ma allo stesso tempo quanto l’esistenza di questo lavoro sia strettamente legata alla sopravvivenza della nostra amata valle alpina.

Come il Mario prima di lui, anche Lorenzo ha stravolto un po’ la nostra famiglia e di conseguenza il nostro Chalet, donandogli

un cuore più rurale e un profumo più autentico

Grazie a questo l’esperienza, i sapori, i racconti sono più genuini che mai.

Con un sorriso, tutti noi siamo in questo piccolo maso fatto di sassi, di legno, di passione e di sogni, pronti ad accoglierti e a farti entrare

nel nostro piccolo amato mondo alpino!